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A chi si ispirava ?

Padre Alceste

 A chi si ispirava ?
 Dall’intervista  di  Lucia Bellaspiga a Francesco Petrillo , Padre Generale dell’ Ordine della Madre di Dio, si può intuire il rapporto intimo di padre Alceste  con Dio, la chiesa e la sua coscienza:
dice padre Padre  Petrillo
“Padre Pier lo abbiamo scoperto davvero quando è morto. E ci siamo chiesti: e ora che facciamo? Ci trovavamo tra le mani un'opera immensa ma lui non c'era più. come sostituirlo?"
e  ancora . . .
 “ Tutto ciò che lo riguarda è sempre sui generis, e in un modo tutto originale il suo carisma corrisponde a  quello dell'Ordine.  Infatti l'obiettivo del nostro fondatore, san Giovanni Leonardi, morto nel 1609, era di ridestare la vitalità della Chiesa: ……”
Riferito ai minori a rischi sociale. . .
 “Padre Pier si pose dunque il problema di una residenzialità costante, di creare un luogo per accoglierli quando non avevano famiglia o, se l'avevano, era il loro inferno. Il primo nucleo dove i nostri padri erano  arrivati era un borghetto  contadino sperduto nella campagna di Quinta, e li lui creò il primo dei suoi istituti.
“  ..      LEGGI  TUTTO - pdf


Una misione condivisa

Cercare  i ragazzi , anche per strada per dare loro “ accoglienza”,  mangiare e dormire  in un posto sano,  lontani dalla strada,  per poi fargli acquisire  sicurezza in se stessi,  crescere nel rispetto degli altri.
 Vedere i ragazzi crescere “ e, nei momenti di sconforto, quando qualcuno di loro sbaglia,  magari decidere di  “mollare tutto”  e, a quel punto sentirsi dire da uno di loro,  oramai cresciuto,  “non è vero che hai sbagliato tutto, non dire sciocchezze, tu hai seminato amore, noi erravamo al buio e ci hai dato la luce, ci hai insegnato a ridere, a credere che la vita poteva essere buona, che la gioia avvicina a Dio, che meritavamo di essere amati. Senza di te saremmo stati un branco di cani randagi per tutta la vita, invece guardaci adesso,  siamo degli uomini” – “non è bastato!”-  “si che è bastato, siamo cresciuti, nessun padre può tener lontana la cattiveria umana per sempre, se  soprattutto  quel padre ha scelto di dare ai sui figli il dono più grande, la liberta” – “A mezza pagnò’, sei diventato più saggio di me e sei mezza pagnotta”)  Spesso sentiamo fare discorsi simili dai  “figli”  di Padre Pier
    Poi quando rifiuta gli onori della chiesa ( proponendolo cardinale ) allontanandolo  dai ragazzi  rifiuta ogni “onore” , sceglie  la ”liberta” di restare con loro.
  Forse la scelta  di padre  Alceste di essere un sacerdote sui  “ generis “ era proprio il desiderio di essere libero per dedicarsi completamente ai ragazzi dell' hogar.

Don Filippo Neri


Creare centri di accoglienza, prima diurna e poi residenziale

- Sempre in difesa dei minori , in particolare quando “trasgredivano “, mai punizioni corporali, sempre a loro difesa con comprensione e affetto.
Ricordiamo quando ci chiese di aiutare ed accogliere un ragazzo Cileno che veniva in Italia, cosi abbiamo fatto  ed il ragazzo raccontandoci un po’  di padre Alceste ci confessava  che alcuni anni prima lui con altri amici avevano rubato la cassaforte della  parrocchia, lui  li ha  subito, ascoltati e perdonati , trovato un lavoro  garantendo  per loro. Una cosa normale per lui che, all’interno  dell’istituto e della parrocchia accoglieva tutti anche chi  aveva “sbagliato”, non allontanava nessuno, a tutti dava una seconda possibilita…. a volte una terza e una quarta.

-  Dare importanza alla scuola, realizzata anche all’interno dell’ hogar perchè  i suoi  figli dovevano essere come gli altri, avere le stesse opportunità.....
- Il gioco e l’allegria al primo posto, giocare con loro, essere come loro, parlare come loro, pensare come loro, adeguarsi al loro modo di essere, “ ingenuamente-innocenti”.
Viene spontaneo ricordare alcuni tristi  episodi  della gioventù  del Padre, di quando (bambino nel periodo della guerra) aveva “rubato”, per bisogno, le scarpe ad un soldato morto e per fame, una patata cruda,...  la punizione violenta subita per queste azioni... .
Questi episodi ci fanno comprendere come il Padre guardava spesso i  suoi bambini, quasi ad identificarli come possibili protagonisti di quegli episodi dolorosi; un leggero sorriso e la dolcezza di chi capisce e “sente” cosa significa essere soli e vivere quotidianamente in un continuo rischio  psico-sociale.

Don Giovanni Bosco

             Solo similitudini  casuali ?

- La scritta  I CARE ”  sulla porta della scuola di  Barbiana  (“I care” che significa : mi sta a cuore, mi sento responsabile di tutto, contro il disimpegno, l’evasione, l’egoismo)   - poteva  essere  posta anche all’ ingresso dell’ hogar a Quinta de Tilcoco -
-  Quanto don Milani, rivolto ai suoi alunni, scrive  
Ho voluto più bene a voi che a Dio, ma ho speranza che Lui non stia attento a    queste sottigliezze e    abbia scritto tutto al suo conto”     - può essere ascritta certamente anche a padre Pier. -
-  Preoccupazione che senza  di  lui  “ barbiana “  sarebbe  morta .  - "Che sara dell’hogar di Quinta dopo la mia morte ?" -
-  Tanti pensano che quando si fa qualcosa per i poveri si fa loro un dono, ma non è cosi,quando si fa qualcosa per i poveri non si fa la carità, si paga   un debito.     "a tutti i bambini spetta per diritto avere una famiglia, non per un regalo"
-  Fare parti eguali per diseguali e la cosa più ingiusta di questo mondo.
-  Un rapporto affettuoso con la madre ,alla quale scrive :
"voglio essere sepolto  a Barbiana nella mia  scuola con i miei ragazzi"
 " l'affetto che aveva per la madre e la sua  perdita prematura" " il suo desiderio di essere sepolto a Quinta nell'hogar, è stato       esaudito, sottoterra in modo che i bambini potessero fare  pipì tranquillamente. . .
-  scrivere un libro con le sue esperienze pastorali   ( un po come lasciare un "testamento spirituale ?" )
-  una scuola “militare “con regole  antiche è diseducative, facciamone un’altra .   ( fare adozioni in  un modo diverso )
-  dovevo pagare i miei debiti con Dio, e Dio mi ha indebitato ancora di più ,mi ha fatto accogliere dai poveri, mi ha avvolto nel loro affetto, m’ha dato una famiglia,grande e misericordiosa.    i suoi  "angeli" gli hanno veramente  dato una grande famiglia

". .ho avuto una moglie, la chiesa, e tanti figli. . . ."

Don Lorenzo Milani
 
FABRIZIODEANDRE'
 
 
servizio del TG3 e TG2 - settembre/2000
Convegno settembre 2000 a Tuscania
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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